Nel sistema posturale l’occhio ha una duplice funzione recettoriale: esterocettiva e propriocettiva.
La funzione esterocettiva riguarda le informazioni che arrivano dall’ambiente esterno e, a livello oculare la percezione è di competenza retinica attraverso i suoi recettori: i coni e bastoncelli. La funzione propriocettiva riguarda le informazioni che provengono dal corpo ed in questo contesto è relativa ad informazioni che sono collegate all’attività muscolare extraoculare e alle vie dell’oculocefalogira che si riflettono sui muscoli del collo e delle spalle. Le figure 1 e 2 descrivono sommariamente le noxae e i quadri clinici in grado di produrre un adattamento in distress ossia disfunzionale.

I disturbi del recettore visivo che possono perturbare il sistema posturale divisi nelle due categorie, principalmente sono:

  • Da esterocezione (retina) derivanti da: difetti organici, della refrazione e loro adeguata correzione, anomalie della funzione accomodativa (della messa a fuoco), da condizioni refrattive particolari come l’anisometropia (differenza di potere nei due occhi), dalla qualità delle lenti di correzione e dalla qualità della funzione binoculare nella sua componente sensoriale (per es. la soppressione di un occhio).
  • Da propriocezione (muscolare extraoculare) le anomalie della visione binoculare: i deficit di convergenza, insufficienza di divergenza, eteroforie e disparità di fissazione orizzontali-verticali (con delle particolari caratteristiche quindi non tutte le eteroforie o DS), i deficit della oculomotricità, geometrie di lenti non adeguate al contesto visivo occupazionale del soggetto o in rapporto con adattamenti posturale preesistenti, da occhiali non correttamente centrati (compresi gli occhiali premontati) ecc.

La pratica quotidiana suggerisce che le due categorie si fondono una nell’altra dato che in un problema visivo risultano più o meno interessate le diverse componenti del sistema, compresi i rapporti tra accomodazione (messa a fuoco) e convergenza.

 

 

Fig. 1. Occhio posturale

L’occhio posturale nelle sue due componenti: esocettiva e propriocettiva.

Le modifiche della percezione visiva come la variazione dell’acutezza visiva e occhiale richiedono un adattamento della componente esocettoriale dell’occhio, mentre le variazioni indotte della muscolatura extraoculare come le forie, le ipoconvergenze, disturbi nella collaborazione binoculare (dei due occhi) le richiedono per la componente propriocettiva.

Diapositiva contenuta nel percorso formativo: l’esame visuo-posturale

 

 

Fig. 2 Occhio posturale

Sono elencate le principali condizioni cliniche e cause in grado di produrre un adattamento in distress (disfunzionale) sia pe la componente di esocezione sia di propriocezione.

Solo una adeguata valutazione della funzione visiva che si integri con le conoscenze del sistema posturale, è in grado di orientare il clinico verso un trattamento integrato con la funzione posturale.

Solo una adeguata valutazione della funzione visiva che si integri con le conoscenze del sistema posturale, è in grado di orientare il clinico verso un trattamento integrato con la funzione posturale. Avere poi un linguaggio comune con gli altri professionisti che si occupano della posturologia offre la possibilità più semplice ma concreta di lavoro multidisciplinare.